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martedì, 28 giugno 2005
 

Profumo

Questa mattina la giornata è iniziata bene. Questa notte ho dormito nonostante il caldo, forse perchè ero esausta. E questa mattina in autobus mi aspettava una sorpresa. Piccola cosa, ma insolita. Tenevo gli occhi chiusi e la testa appoggiata al finestrino. Fresco e pungente mi arriva alle narici un profumo di natura, campi, pizza. Era profumo di basilico. Per un attimo mi è sembrato di essere in campagna, mille miglia da Milano. Poi sono arrivata in ufficio e mi hanno consegnato il nuovo portatile. Speriamo che la giornata continui così.

posted by MasterAndDisaster 09:59 | commenti (6)

venerdì, 24 giugno 2005
 

Noia e Mascalzonate

Sono tornata in ufficio dopo quasi 3 settimane di assenza. Non mi aspettano altre ferie o trasferte almeno fino a luglio. Sarebbe anche ora che lavorassi! Invece una stanchezza cronica dovuta al caldo, credo, mi rende difficile tutto. Vorrei solo dormire. Sarà anche la pressione bassa chissà... O forse che faccio le 2 di notte guardando l'America's Cup?

Comunque avendo poco da fare, e facendolo pure male ripenso a questo mese. Cercando ovviamente di escludere il fatto più fastidioso ho imparato molto, mi sono divertita, ho conosciuto parecchie persone con cui spero di riuscire a mantenere i contatti.

Andiamo in ordine. Valencia. Una città verde, piena di sole, in cui la gente è aperta, il mare c'è ma non si vede, come se la città stessa lo avesse di spalle. Presente, ma non al centro dell'attenzione. Almeno quando ci sono andata io, che mancava una settimana alle prime manifestazioni legate alle regate. Adesso sicuramente la costa è più animata. E' una città diversa da Trieste, che il mare lo accoglie fino nel suo cuore centrale. Eppure si respira un'aria molto simile. L'aria del mare, di festa, di orizzonti lontani. La domenica ho deciso di andare in spiaggia a prendere "un pò" di sole. Sono tornata ustionata alle 4 del pomeriggio, ma non abbastanza soddisfatta della mia giornata mi sono fermata al porto e ho deciso che era ora di andare a trovare qualche amico triestino. Curiosando a la derecha e la schierda (parlo come mangio....) ho fatto conoscenza con un paio di armadi di team New Zealand che lavoravano all'albero. Dopo vari minuti di contemplazione di spalle ampie,  muscoli torniti, pelle abbronzata, e sederi da fare invidia al David di Michelangelo ho cominciato a considerare anche l'aspetto tecnico. Ho dunque distolto lo sguardo dall'arte e ho cominciato a carpire i segreti dell'armatura di un albero. Non che mi abbiano raccontato grandi cose, ma è fantastico vedere l'orgoglio e la naturalezza con cui ti spiegano il loro lavoro.  Altro che lavoro d' ufficio. Poi, dopo averli calorosamente salutati (baci, bacini uau!) mi sono diretta verso il fondo del porto dove mi avevano suggerito di cercare Mascalzone Latino e i triestini. Cammina, cammina, cammina sotto un sole rovente trovo il molo n.5 e una enorme bandiera italiana. Ok sono sicuramente qui. Sono entrata spavalda e con l'aria di essere di casa. Mi è riuscito talmente bene che Saverio Giambi mi ha chiesto chi è mio marito che me lo chiamava! Non potevo diventare più rossa ed infiammata di quello che ero per cui la mia risposta è risultata semplice e quasi naturale: "Cerco i triestini del gruppo sono una loro concittadina e amica...." Dopo 10 minuti avevo conosciuto tutti, salutato gli amici e Vasco (un poco incazzato per la sistemazione da baraccopoli) e guadagnato foto e libero accesso alla loro base. Buon risultato per essere il primo tentativo. Ho tempo due anni per convincerli a lasciarmi essere il 18° uomo. Se fanno salire D'Alema io non posso essere peggio. Anche se sono una donna. Quella domenica lavoravano anche loro alle barche e all'albero. E dopo un poco gli ho perfino dato consigli su dove andare a mangiare e a cercare casa. Anche tra loro ci sono dei gran bei fusti, ma sicuramente colpisce di più la simpatia e il fatto di sentir parlare triestino nel bel mezzo di una città spagnola. Mi sono allontanata con l'invito di Vasco a tornare, i saluti al padre di Giulietto Giovannella, altro socio della Lega Navale Triestina, i saluti di Michele Paoletti e.... la scorta di Antar Vigna.

posted by MasterAndDisaster 12:00 | commenti (2)

martedì, 14 giugno 2005
 

Sconfitta

Ho passato 5 giorni splendidi a Valencia, ho staccato dalla vita incatenata al lavoro e alla routine di Milano, sono fuggita da una città che detesto e ho piano piano ricominciato a lavorare sulla casa di Trieste. Pensavo di potermi finalmente rilassare, di poter tirare il fiato e vedere le cose positivamente. Vedere i frutti del lavoro. Poi sono tornata a casa a Milano e mi hanno fatto ripiombare nella realtà.

In una notte ho perso le uniche cose di valore conquistate in un anno di vita. Mi hanno derubato casa. Hanno forzato la finestra, hanno messo tutto a soqquadro e hanno rubato la mia vita. Niente più gioielli, carta di credito (l'unica volta che l'ho lasciata a casa perchè non me la fregassero in viaggio), il portatile dell'azienda e il mio privato, le chiavi di casa, la mia libertà e privacy, l'intimità della mia casa dove poteva entrare solo chi dicevo io. Le chiavi le hanno trovate in casa. Il secondo mazzo fatto per la mia amica, per i casi di emergenza. In una settimana non ero conseglarle il mazzo. I computer avrei dovuto portarli in viaggio con me, erano nella borsa, poi avevo mal di schiena e non sono riuscita a trasportarli. Il mio andrò avanti a pagarlo per i prossimi 2 anni senza poterlo più neppure vedere, perchè di pagare anche l'assicurazione non me lo potevo permettere. Le collane a l'orologio erano segni di affetto, ricordi di persone.

Sono usciti dalla porta di casa, portandosi dietro le chiavi. Chissà magari ora stanno finendo il lavoro, visto che io sono in ufficio e che il fabbro non può cambiare la chiave fino a giovedì. Si sà sono impegnati solo loro. Intanto a me resta lo schifo del piscio di una donna sul pavimento del bagno, ennesimo segno di scherno di una razza che sa di vivere da unica padrona, unica vera razza libera in quanto non riconosce nessuna legge e non è costretta a pagare per aver infranto quelle degli altri. E lo sa. Razza di animali che non ha le caratteristiche umane se non quelle primitive. E che vanta con arroganza questo assoluto e innegabile diritto di fatto: il diritto di annientare l'altro per arricchire la propria vita. Impunemente.

La polizia del 113 mi ha trattato da povera quale sono. La prima cosa che ha chiesto alla chiamata è stato cosa hanno rubato. Saputo che la carta di credito era già stata bloccata non mi hanno chiesto nemmeno i dati. Hanno solo insistito che loro non avrebbero fatto nessun intervento e che non avrebbero fatto tantomeno rilevamenti su pisco e impronte. Sarebbe bastata la denuncia scritta che dovevo  fare di persona in questura. Alle mie insistenze la risposta è stata: " Per due portatili e due collane cosa vuole che ci muoviamo. Per le chiavi di casa vada da parenti a dormire e domani si cambi il blocchetto". Il giorno dopo ho integrato i dati delle matricole dei pc e un altro poliziotto si è anche risentito perchè gli facevo perder tempo aggiungendo inutilità a inutilità.

Adesso sono infuriata. Non mi era mai successo prima girando tutto il mondo e a tutte le ore, America compresa. Mi fa paura e schifo lo stare in casa mia, neppure la mia migliore amica può più toccare le mie cose, e non voglio più comportarmi da persona onesta. Milano mi ha reso violenta, razzista e violatrice della legge. Se appena vedo auna zingara strusciarsi furtiva su una persona in un bus, se ancora si provano a mettermi le mani addosso per la carità, se appena mi minaccia ancora qualcuno con l'intento di spaventarmi e estorcermi qualcosa, a quel punto pesto. Picchio urlo e trascino alla polizia per quel che serve. Se salgo in bus non timbrerò più il biglietto. Se arriva il controllore non avrò il documento, se mi vogliono portare in questura ribatterò che prima ci portino tutti gli altri che non ce l'hanno. Se potrò avere qualcosa gratis senza rischiare più di tanto non lo pagherò mai più.  Essere onesti oltre a non portare alcun vantaggio ti costringe anche a subire e pagare.

Quello che ho scritto sembra delirio, ma lo penso veramente. Forse non pesterò le persone per strada veramente, ma l'onestà e il senso civile li ho già venduti ieri per 2000 euro al primo coglione che si è presentato su E-bay. 

Firmato

 MAD

di nome e di fatto

posted by MasterAndDisaster 11:34 | commenti (11)

venerdì, 03 giugno 2005
 

Wanna bo back to America!

I need a "full immersion in English" period. Continuosly changing in between English and Italian using and guessing business terms is really puzzling. The other day I tryed hard to speak English with an Italian man and Italian with an English woman. I was surprised tha they did not understand me.......

Voi ci avete capito qualcosa??

posted by MasterAndDisaster 12:55 | commenti (7)

 

Non è possibile!

Decido di andare a Valencia 5 giorni in vacanza e cosa succede? L'ENAV fa sciopero proprio nel giorno e nelle ore in cui io torno. E naturalnente a Valencia è l'unica settimana in cui c'è nuvolo! Adesso attendo che chiudano tutti i musei e poi sono a posto....

posted by MasterAndDisaster 09:29 | commenti (1)

mercoledì, 01 giugno 2005
 

Riflessioni del Mercoledì

Dedicato a donne e uomini. Mi è arrivata oggi via mail e completa magicamente la piccola scena che anche oggi si è ripetuta sulla 95 mentre andavo verso il lavoro. Una bambina di forse 5-6 anni si catapulta sul bus trascinando per mano il suo giovane papà. Si dirige decisa verso il guidatore e chiede:"Parte subito?" Alla risposta affermativa si gira con un sorriso felice e va a sedersi chiaccherando con il padre e tocchignado in giro per l'autobus non proprio immaccolato. Il padre le fa notare che avrebbe dovuto essere più gentile con il conducente e dire buongiorno e poi grazie, lei dice di sì con la voce, ma non sta più seguendo perchè il bus è partito. Guarda fuori e quasi subito lei e il padre si alzano e alla prima fermata (500 mt. dopo il capolinea) scendono.

Avrei

Avrei parlato di meno e ascoltato di più. Avrei invitato amici per cena anche se la moquette era macchiata ed il divano scolorito. Avrei mangiato il popcorn nel soggiorno "buono" e mi sarei preoccupata di meno della polvere quando qualcuno mi chiedeva di accendere il fuoco nel camino. Avrei trascorso più tempo ad ascoltare mio nonno quando raccontava della sua giovinezza. Non avrei insistito nell'avere i finestrini dell'auto chiusi durante una bella giornata estiva  perché i miei capelli erano già stati stilizzati e laccati. Avrei bruciato la candela a forma di rosa prima che si sciogliesse col tempo, naturalmente. Mi sarei seduta sul prato con i bambini e non mi sarei preoccupata delle macchie d'erba. Avrei pianto e riso di meno quando guardavo la televisione e avrei riso e pianto di più osservando la vita. Sarei andata a letto quando ero malata invece di fare finta che il mondo si sarebbe fermato se non ero lì per quel giorno. Non avrei comprato qualcosa solo perchè era pratico, non mostrava macchie o era garantito a vita. Invece di sperare che i nove mesi di gravidanza finissero presto, ne avrei ricordato con dolcezza  ogni momento, rendendomi conto che la meraviglia che cresceva dentro di me e' l'unica occasione nella vita di aiutare Dio in un miracolo. Avrei chiamato più spesso gli amici, prima di accorgermi che li avevo già persi... Quando i miei bambini mi baciavano con impeto, non avrei risposto: "Più tardi adesso lavatevi le mani per cena". Ci sarebbero stati più "Ti amo" e "scusa", ma soprattutto se mi avessero dato un'altra occasione di vivere, ne avrei vissuto in pieno ogni momento... L'avrei osservata e vista, veramente...vissuta...e non l'avrei mai data indietro."

posted by MasterAndDisaster 14:57 | commenti