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venerdì, 16 dicembre 2005
 

Il Colosso del Discount

E' una realtà. Mi ci devo ancora abituare, ma per ora è realtà. Sono salita di nuovo sul carrozzone sferragliante della GDO, ovvero grande distribuzione organizzata, dopo la più o meno traumatica esperienza della Grande Multinazionale del Latte. Per fortuna ne sono uscita giusto prima dell'ennesimo scandalo. Sono salita a bordo del big leader del discount. Sono salita un poco più in alto in Europa passando dal cioccolato "svizzero?" (altro che novi) alla salsiccia coi crauti tetesken.

Ci sono finita quasi per scherzo. Ho risposto ad un annuncio di ricerca di un Capo Settore per il Triveneto. Dopo tipo due mesi mi hanno contattato per un colloquio. Evviva, ho detto, sanno che esisto e pare che abbia pure i requisiti! Mi presento al colloquio tutta tirata. Ci ritroviamo in 10.  Già prevedo lunghe ore di attesa mentre squadro ragazze che si sono presentate in jeans, un tipo dall'aria del commercialista (scoprirò presto che è un avvocato), un paio di altri uomini anonimi. Poi la segretaria ci annuncia che ci possiamo accomodare per il colloquio di gruppo. Di gruppo??? Scherziamo? No, non scherzano. M'è toccato raccontare i cavoli miei davanti ad altre 10 persone. Compreso rispondere ad alcune domande personali. Alla faccia della privacy.  Gia sapendo a fine colloquio che in quella stanza c'era uno più qualificato di me. No, non l'avvocato. Ma un direttore di filiale. Mi sono quasi dimenticata dell'accaduto e questi mi richiamano. Telefonata:" Buongiorno vorremmo convocarla per un primo colloquio di gruppo per la posizione di caposettore."  Ancora? Dopo non poca  confusione arriviamo a concordare che mi vogliono per un secondo colloquio. ??? Ho passato il turno? Mi pare così strano...  Infatti mi presento là e mi annunciano che non mi hanno selezionata.... come Capo Settore. Beh grazie! e allora che faccio qui, penso tra me e me mentre con il sorriso yo-yo li guardo serafica.  Mi hanno scelta per far parte del loro ufficio pubblicità, viste le mie precedenti esperienze e la laurea.  Oh, beh. Stipendio e auto aziendale? Ovviamente tutta un'altra storia. Benefit zero. 

Mumble mumble, pro, contro, casa, pubblicità, contratto a tempo indeterminato, buona paga, Trieste, Verona.  Confusione. Sembra troppo bello. Qualcosa non batte. Ma noo.... è solo pessimismo. Accetto.

Due settimane fa entro per la prima volta nel mio nuovo uffico. Figo hanno i Mac. Questa deve essere la parte grafica. E la mia scrivania? Non c'è, ancora non hanno posto. Ah bella e allora dove dovrei stare visto che non c'è posto neppure per uno spillo in più in quella stanza? Mi dicono di stare tranquilla, a metà gennaio cambiamo sede e avremo un ufficio più grande. :((  Intanto mi spiegano gli incarichi del settore pubblicità e scopro la prima grande verità del discount: Nulla è mai come sembra. Pubblicità per la L. significa impaginazione e grafica di basso livello!  Non esiste la mail, ne tantomeno internet. Arghhh. Bastano due giorni e scopro la seconda tremenda verità del discount: Back to basics. La formazione per L. è semplice: una settimana di lavoro duro in un supermercato. Dalle 7 del mattino alle 20.30 della sera, sabato compreso, a scaricar cassette e a pulir verdura e pavimenti mi renderanno sicuramente una pubblicitaria migliore. Se non mi becco prima una polmonite o uccido qualcuno schiacciandolo sotto un pallet col muletto! Quanto vorrei aver sotto mano un Ispettore del Lavoro. Una cosa sola non mi è ancora del tutto chiara. Ma cosa diavolo dovrei imparare da tutto ciò? L'organizzazione della filiale? Le motodologie di esposizione? Come si impilano le cassette?

Devo avere un serio problema di allineamento alla filosofia e politica aziendale. E' una realtà.

posted by MasterAndDisaster 16:33 | commenti (5)