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sabato, 12 agosto 2006
 

L'Uomo a Mare

Stavolta lo devo proprio usare. Anche se di solito l'appellativo "Uomo a Mare" si riferisce all'autrice del blog questa volta è assolutamente azzeccato per descrivere quest'uomo che ho ultimamente incrociato.
Velista esperto, a Trieste è abbastanza facile, meriterebbe come tanti di essere proprio buttato a mare. E guai a chi lo
recupera, sta troppo bene là.
C'è stata una donna che lo ha sopportato per ben 7 anni, sia sul lavoro che nella vita. Questa doveva essere gran stronza per
riuscire a tenerselo tutto sto tempo e per essere ancora per lui "La donna ideale". Non c'è l'ho con lei, ma trattarlo a pesci in faccia penso fosse l'unico modo per far sì che lui la rispettasse e si innammorasse di lei. E ha pienamente centrato l'obiettivo. Poi alla lunga lei si deve essere rotta. E lo ha piantato.
Ovviamente a quel punto l'Uomo a Mare, preso dalla disperazione, sì è buttato tra i flutti sperando che l'acqua salata e il
vento di Bora lavassero e asciugassero via il suo dolore. Mentre nel frattempo in lui si generavano disprezzo e superiorità verso il genere femminile che si comporta da stronzo e lo ha rifiutato dopo che lui aveva fatto di tutto.
Nota bene: se la prende con il genere femminile, perchè tutte le donne sono così, ma appena la causa di tanto dolore alza
il telefono succede una cosa strana. Lei proprio lei, la causa di tutto, non è stronza e profittatrice, no. Lei è la Dea. Odi et amo. E mi zerbino, un pò come quello del Grande Fratello.
Da Aprile all'estate tuttavia l'Uomo tenta la tattica del chiodo scaccia chiodo, o è in cerca di un nuovo giocattolo, e
conosciuta una persona del tutto diversa dalla Dea, parte alla conquista. Certi uomini in questa attività sono a dir poco grandiosi. Dimostrano una maestria fuori del comune. Peccato che spesso il gioco sia fine a se stesso, non sia la persona l'obiettivo da raggiungere, ma l'idea che ci si fa, lo sfidare se stessi. Insomma chi sia l'oggetto del desiderio è relativo. Che poi abbia delle opinioni, la liberta di scelta e sopratutto dei sentimenti beh questo non viene minimamente considerato. Perchè tenere conto di queste variabili? Non sono importanti al raggiungimento dello scopo!
Eravamo arrivati alla conquista. Per l'Uomo a Mare conquistare è lusingare, porgere tutto il suo mondo su un piatto d'argento,
aprire il proprio cuore- ma non se l'era perso a capo Salvore nelll'ultima regata assieme al cellulare??- offrire romantici weekend in barca a vela con annesso corso di vela, coinvolgere, corteggiare. Si ferma solo prima della proposta di matrimonio, che è l'unica vera azione pubblicamente vincolante. Soprattutto a Trieste. Che poi dover giustificare agli amici la rottura è addirittura più lungo e faticoso che farlo con la fidanzata. Di sicuro ci vuole più tempo, anche solo per il numero di volte che bisogna ripetere la tiritera. La convivenza?? Niente di più facile. Se è da te basta chiudere la porta e al limite cambiare la serratura. Se sei tu da lei. Beh, un Marinaio prepara la sacca, indossa la cerata, e riprende il mare.
E dopo aver fatto tutta sta fatica e aver finalmente "conquistato l'amato bene"? (amato?? forse ho usato una parola troppo
grossa) L'entusiasmo è alle stelle e la malcapitata pure. Per un mese o due. Poi la famosa fase dell'innamoramento lascia spazio alla realtà e la persona comincia a apparire per quello che è sempre stata. Non viene più filtrata dalla plastica colorata chiamata "idealizzazione". A questo punto avere un amico fidato che ti noleggia la barca, o ti invita per una regata è letteralmente un'ancora di salvezza. Senza spiegazioni e con il sorriso strafottente sulle labbra perchè la donna in questione non sa capire, non lo sa capire, ha osato criticare, ha addirittura insinuato che lui non sia corretto, veleggia verso la libertà.
"E la gente di mare va...."

posted by MasterAndDisaster 13:25 | commenti (6)